
Primo Pianoforte: Guida pratica (e senza stress) per genitori di piccoli
A cura di Manuela Gorni
Scegliere il primo strumento per un bambino è un momento emozionante, ma anche pieno di dubbi. Questa guida nasce per rispondere alle domande più comuni e per assicurare che l’investimento fatto supporti davvero la crescita musicale di tuo figlio.
La mia storia: Perché tengo così tanto alla scelta dello strumento
Non vi dico queste cose solo come insegnante, ma perché io stessa l’ho vissuto sulla mia pelle. Quando iniziai a studiare, i miei genitori, non acquistarono subito lo strumento, ed io rimediai in prestito una tastierina giocattolo di sole due ottave. Ricordo la frustrazione: a lezione con la mia insegnante il pianoforte “parlava”, a casa lo strumento era veramente fastidioso. Comunque mi sono esercitata per 8 mesi su questo piccolo strumento, i cui tasti erano talmente piccoli che a palapena contenevano le mie falangi. Poi mio padre vedendo la mia determinazione decise che era il momento di comprare uno pianoforte vero. Avevo superato la prova! Comprammo, anche su consiglio della mia insegnnate un pianoforte inglese, a 300 mila lire. Che dovetti cambiare dopo 6 mesi, perchè ero migliorata tantissimo e sentivo la frustrazione dello strumento che non rispondeva al mio tocco. Nel frattempo avevo cambiato insegnante il quale mi consiglio il mio attuale Yamah u3 rigenerato che è con me da più di 20 anni ed è divenuto un compagno di avventure dei miei piccoli e grandi allievi.
L’esperienza di Francesco: Quando il talento chiede “voce”
Francesco è un bambino meraviglioso e volenteroso di imparare. Viene da una famiglia di musicisti, aveva iniziato con un pianoforte digitale preso in prestito dallo zio (un buon digitale). Dopo circa un anno, quando il lavoro sulla tecnica ha iniziato a dare i suoi frutti, Francesco è entrato in crisi. Si lamentava di non riuscire a fare quelle sfumature di suono che il suo corpo ormai sapeva produrre: “Non risponde come quello tuo!”, diceva. Data la sua sensibilità musicale, abbiamo optato con i suoi genitori per uno Yamaha U3 (lo stesso che uso in studio) per dare continuità al lavoro che svolge con me a lezione, ed ora la sua capacità performativa è veramente migliorata tantissimo.
Il rischio della “tastierina”: La storia di Gaia
Gaia era una bambina di 6 anni quando ha iniziato a studiare con me. Anche con lei sin da subito ho inziato a lavorare sulla corretta postura del corpo e della mano, e la tecnica sana che utilizza il rilascio del peso del braccio, piuttosto che la spinta, che irrigidisce. Per me tecnica significa, non scale arpeggi, ma muoversi in modo efficiente ed armonioso sullo strumento. Primo per avitare infortuni (suonando in modo errato si possono provocare infiammazioni ai tendini e articolazioni che se non corrette si cronicizzano) e secondo per raggiungere un buon suono e capacità espressive migliori.
Dunque per tornare a Gaia, come con tutti i miei allievi, affrontavo il delicato lavoro di spigare come il movimento dovesse partire dal gomito, la flessibilità del polso, l’attacco della falange, evitare la spinta eccessiva. ecc. Un lavoro che richiede anni per consolidarsi. Gaia a lezione mi seguiva volentieri, ma poi a casa aveva a disposizione solo una tastierina giocattolo, dal suono veramente sintetico e fastidioso. Quando la mamma mi raccontò che a casa piangeva perchè lo strumento non dava i risultati che lei voleva, e quindi non andava ad esercitarsi per non ripetere la brutta esperienza, le consigliai di acquistare un pianoforte anche digitale, ma loro scambiando la sua inerzia nella pratica per noia e mancanza di motivazione ad apprendere la ritirarnono dal corso. Un po’ il rischio di aspettare troppo a comprare lo strumento è questo, che il bambino perda l’entusiasmo iniziale.

Quando è il momento di acquistare?
Lo studio del pianoforte richiede costanza nella pratica. Se nei primi 3-4 mesi si può attendere per valutare l’entusiasmo del bambino, superata questa fase avere uno strumento a casa diventa indispensabile. La musica è fatta di pratica quotidiana: senza di essa, i progressi si fermano. E’ necessario che il più presto possibile lo studente possa ritrovare a casa le sensazioni sperimentate a lezione che le possa consolidare. Questo anche al fine di fissare quanto fatto con l’insegnante, lo studio della musica è identico all’acquisizione di una lingua. Di certo nessuno imparerebbe a parlare solo ascoltando 1 ora a settimana il proprio insegnante.
La tecnica pianistica è fatta di mattoncini, di competenze che si costruiscono una sopra all’altra in una sequenza ben precisa. So che molti insegnanti non curano questo aspetto, pensando che poi il bambino crescendo e vedendo l’esempio dell’insegnante capisca, ma nella mia esperienza so che suonare uno strumento richiede una motricità super raffinata (non fine!) che non si acquisisce senza istruzioni dettagliate e un lavoro costante di supervisione.
Quando i genitori esprimono il loro dubbio sul comprare o meno lo strumento al proprio figlio , Io dico sempre loro , che si tratta di circoli viziosi o virtuosi. Se il bambino ha possibilità di esercitarsi, allora ha possibilità anche di sperimentare la soddisfazione dei successi e della musica che produce, e questo alimenta la motivazione a proseguire. Diversamente, con il tempo si sperimenta a lezione un sovraccarico di informazioni ed un corpo che non risponde adeguatamente, cosa che invece alimenta la frustrazione, la convizione falsa di non essere capaci, e quindi la perdita di motivazione a proseguire il percorso. Circolo negativo.
Ritengo che spesso dotare il proprio figlio dello strumento, proprio perchè costoso, sia un atto di fiducia e un dare un messaggio di valore verso il percorso che sta facendo.
p.s: questo penso non valga solo per il pianoforte, ma per qualsiasi strumento. Come non si può cucinare senza i giusti ingredienti, o dipingere senza la giusta attrezzatura, così non si può apprendere a suonare senza uno strumento adeguato.
Molti pensano: “Prendiamo una tastierina, se poi continua compriamo quello bello”. In realtà, è proprio all’inizio che serve uno strumento di qualità.
Perchè la qualità conta anche con i bambini e per i principianti specialmente?
Tecnica Sana: suonare uno strumento è un gesto atletico, dobbiamo dare modo al nostro sistema nervoso di formare le connessioni neurologiche, affinché crei le giuste mappe di movimento. È importante fin dagli inizi poter suonare sentendo su tastiere pesate perché questo permette di imparare a gestire la forza peso o repulsione, per suonare in modo efficiente, senza tensioni, senza sforzo e ottenere un suono che garantisca la nostra espressività estetica. In sostastanza suonare significa anche sfruttare le forze fisiche a nostro favore per non compiere sforzi eccessivi, come la forza di gravità, il pianoforte acustico in particolare è stato costruito tenendo conto di queste forze naturali esistenti, dunque si capisce da sè che una tastiera non pesata e non sensibile al tocco, non è assolutamente adeguata ad un percorso di pianoforte dignitoso.
- L’Educazione all’Ascolto: Uno strumento con un buon suono educa l’orecchio alla bellezza e ai colori delle sfumature dinamiche.
Insomma in un corso di pianoforte serio, si bada all’espressione artistica attraverso i suoni, ed è necessario distinguere lo strumento Tastiera dal Pianoforte, che sono due strumenti diversi che nascono con finalità diverse.
Requisiti Minimi: La Regola degli 88 Tasti Pesati
Requisiti Minimi: La Regola degli 88 Tasti Pesati

Non importa se è acustico o digitale, lo strumento deve avere 88 tasti pesati con meccanica a martelletto. È fondamentale che il tasto simuli la resistenza del pianoforte vero per costruire la muscolatura e la sensibilità della mano. Inoltre io fin dalle prime lezioni, anche con bambini di 4 anni, adottando una metodologia che si è discostata dalla tradizionale (ovvero restare per molto tempo nell’ottava centrale) faccio esplorare tutti i registri sonori, dal più grave al più acuto. In questo modo ancora si forma connessione con lo strumento e le sue capacità di esprimere i pensieri musicali che abbiamo in mente, e ci avviciniamo a suoni che sono veramente più affascinanti. Il bambino si trova a giocare e inventare paesaggi sonori nelle diverse zone del pianoforte, questo è un lavoro che nutre il Sé creativo profondamente.
Pianoforte Digitale: Il miglior compromesso
Io sono amante della tecnologia e di tutte le possibilità che ci offre. Penso che il pianoforte acustico sia insuperabile per la qualità delle vibrazioni sonore prodotte dalle corde vere, se dobbiamo anche vedere al lato musicoterapico e di benessere prodotto dall’immersione nei suoni che produciamo, ma un buon pianoforte digitale (e ce ne sono veramente di ottimi) è l’ideale per chi ha problemi di budget o abita in condominio, e si trova a poter studiare in orari in cui potrebbe disturbare vicini e altri familiari, per poter suonare in cuffia. Oltre che utilissimo per tutte le sue funzioni che il pianoforte acustico non possiede.
Con i pianoforti digitali abbiamo più possibilità di nutrire ed esercitare la nostra creatività. Se optiamo per un modello con funzioni di tastiera integrata, possiamo usufruire delle basi in diversi stili per compiere un’importante arricchimento del nostro vocabolario di ascolto. Oppure poter cambiare il timbro ci permette di comprendere come una stessa melodia cambi se le viene data voce da uno strumento diverso (basi di orchestrazione). Poi potendo essere collegato a un pc, può essere usata per compiti di scrittura musicale e produzione, o anche software come Classroom Maestro che sono un sussidio per l’analisi musicale.
Nel mio studio sono presenti entrambi, e li utilizziamo in base al lavoro che stiamo facendo.

Questo per dire che, anche se si inizia con un digitale, non è mai una spesa a vuoto, perché nel momento in cui si desidera passare all’acustico, resterà un secondo strumento utile per altri scopi, tra i quali anche la possibile trasportabilità in caso di progetti di musica d’insieme o lunghe trasferte in residenze estive.
L’importante Criterio della rivendibilità
Penso, che se l’acquisto dello strumento desta paure e dubbi per il fatto che il bambino possa lasciare poco dopo, il criterio di rivendibilità sia da tenere ben presente nelle proprie valutazioni.
Il mio consiglio, come detto, va sempre verso la Yamaha, è una garanzia, sia per il suono, che per la meccanica che per la possibile immediata rivendibilità. Un pianoforte, sia esso digitale o acustico, di marche note, si rivende in poco tempo, e questo dà la possibilità di rientrare di buona parte del proprio investimento, mentre un pianoforte di sottomarche sconosciute è più probabile che divenga un oggetto difficile da smaltire che occupa spazio e resti lì ad accumulare polvere
Alcuni consigli al minimo di spesa rapporto qualità prezzo
- Yamaha P-45 : questo è il modello più economico, e più leggero, quindi presenta una facillità di trasporto. Infatti viene spesso acquistato da professionisti per le proprie residenze estive. Consiglio di dotarlo di stend fisso o uno stend trasportabile, alla x preferisco quello regolabile con 4 piedi. Dà più stabilità ed evita il fastidioso movimento ad onda mentre si suona.
p.s: ovviamente tutti i modelli superiori vanno bene, c’è un ampia scelta. Se dovessi acquistarlo io senza problemi di budget prenderei i modelli con funzione tastiera integrate, ed il rolling per il controllo delle dinamiche.
- Alternative di marche note e garantite: Kawai o Casio offrono ottime soluzioni nella fascia 400-600€.
- Alternative di altre marche : esistono diverse piattaforme e store on-line con marche di pianoforte meno note, che offrono dei bundle, pianoforte panca e cuffie per una spesa di circa 350-400 euro. Il mio consiglio è sempre di optare per tastiere pesate con meccanica a martelletto e non le semipesate o semplicemente sensibili. Anche se nella realtà la qualità dichiarata di questi pianoforti è sempre inferiore alle marche sopra citate, sono comunque una buona soluzione di partenza. Potendo contare anche sul fatto, che se il suono lascia a desiderare, nel momento in cui la nostra esigenza cresce, possiamo collegarlo al pc ed utilizzare dei software che fanno da filtro come il famoso “pianonoteque“, che dota il nostro strumento dei suoni sello Stenway campionati.
- Cover per la tastiera: potendo scegliere acquisterei modelli con il copritastiera, come il modello suggerito nei link sotto, che oltre a proteggere la tastiera trasforma il pianoforte in un piano di appoggio per giocare o fare compiti (soluzione salvaspazio).
Accessori indispensabili:
Nel valutare la spesa è indispensabile valutare anche l’acquisto di alcuni accessori, come la panca regolabile, il pedale sustain, le cuffie.
Accessorio | Importanza | Dettagli |
La Panca | Indispensabile | Deve essere **rettangolare e regolabile** in altezza per la postura corretta. Possibilmente con imbottitura morbida. Quindi no a sgabelli e sedie che non danno la sensazione di stabilità e sostegno e che non permettono quei micro spostamenti verso le zone più gravi e acute del pianoforte in agilità. |
Pedale Sustain | Alta | Consiglio di acquistare pedali che rievocano la meccanica di quelli pianoforti acustici, e non il pedalino sustain, che non abitua al corretto movimento della caviglia e alla sensibilità del piede. |
Cuffie | Alta (per digitali) | Permette di studiare a qualsiasi ora senza disturbare, il che aumenta la possibilità di praticare più a lungo (attenzione ai volumi all’uso prolungato). |
Pianoforte Acustico: Principe degli strumenti e Anima profonda della Musica
Se il budget lo permette, il bambino è molto motivato e dimostra come Francesco un potenziale di apprendimento alto, l’acustico è insuperabile per la formazione del musicista, per le vibrazioni della corda vera che avvolgono il corpo in un universo sonoro.
- Yamaha U3 (Rigenerato): È la scelta che consiglio sempre, insieme ai suoi fratelli U1 e U2. Sono pianoforti usati, rimessi completamente a nuovo in fabbrica. Hanno un suono paragonabile a un pianoforte a coda ma in un formato verticale. È molto ricercato anche nei conservatori e per i professionisti, è l’ultimo modello per gli studenti avanzati prima di giungere al coda, e si possono trovare anche dei modelli con il silent nativo (o vi si può applicare da un tecnico specializzato).
Spesso gli stessi rivenditori garantiscono il riacquisto dello strumento se dovesse presentarsi la necessità.
Anche il Kawai è una marca molto conosciuta e ricercata, ovviamente sto parlando per il tipo di percorso musicale che faccio fare io ai miei studenti che si allarga a tutti gli stili musicali, non solo alla musica classica. So perfettamente che il suono caratteristico di questi strumenti non è di gradimento per alcuni musicisti. Io quando possibile preferisco che gli studenti a casa abbiano lo stesso modello che ho in studio in modo che possano avere una continuità sonora a casa.
Il Mercato dell’Usato:
Gli strumenti acustici, a differenza dei digitali, non si svalutano, anzi. Dunque si possono fare ottimi affari con privati, spesso abbiamo trovato ottimi strumenti sul market place di facebook, ma mai comprare senza il parere del tecnico accordatore e dell’insegnante.
Io personalmente mi avvalgo della collaborazione di un tecnico specializzato in restauro, che offre un servizio di valutazione (spesso si reca lui sul posto per provare lo strumento), lo porta nel suo laboratorio per revisionarlo nelle parti necessarie e lo riconsegna con tanto di accordatura allo studente, per una spesa veramente abbordabile.
Attenzione invece all’usato non garantito per i pianoforti digitali. Sono strumenti molto delicati e sensibili alle polveri, non possiamo avere certezza se vi siano stati esposti o gli ambienti in cui sono stati tenuti, dunque potrebbe verificarsi che alla prova funzioni tutto e dopo pochi giorni vederlo spegnere. In quel caso l’intervento del tecnico potrebbe costare quanto l’investimento fatto e alla fine costare di uno strumento nuovo.
Pianoforte Compagno di vita
Nella scelta del pianoforte acustico è bene andare sul posto e provarli, sincerarsi delle condizioni a cui sono stati esposti (l’umidità li rovina fortemente) sentire come risponde la tastiera, il suono che hanno, se ci piace, se ci risuona nel cuore.
Ogni pianoforte acustico è diverso, ha una sua anima che va ascoltata e dobbiamo sentire se risuona con la nostra.
È possibile che divenga un compagno di vita. Io dopo un primo acustico inglese, che dopo pochi mesi ho dovuto cambiare perché la meccanica non era tra le migliori e mi frustravo perché non riuscivo ad esprimere i suoni che affioravano nella mia mente, ho trovato il mio Yamaha U3 rigenerato, ed è ancora il mio pianoforte preferito, dopo quasi 30 anni. Il suo suono bello, rotondo, viaggiante aperto non lo ritrovo neanche negli Steinway & Sons a coda che ho avuto modo di provare. …poi questione di gusti!
Conclusione
Scegliere lo strumento giusto non è un lusso, ma un atto d’amore verso il talento in formazione di vostro figlio.
Per aiutarvi ulteriormente, ho creato una tabella con alcuni modelli consigliati, i prezzi medi, le FAQ e una checklist da portare in negozio per non sbagliare acquisto, come i link a rivenditori di fiducia e il mio accordatore restauratore.
| Modello | Livello | Tipologia | Perché sceglierlo | Link all’acquisto |
| McGrey DP-18 | Principiante (Budget) | Mobile (Home) | La soluzione più economica completa di mobile. Ottima base da usare con Pianoteq. | Vedi su Kirstein |
| Classic Cantabile DP-230 | Principiante (Budget) | Mobile (Home) | Set completo con panca e cuffie. Ottimo rapporto qualità/prezzo per chi inizia. | Vedi Set su Kirstein |
| Yamaha P-145 (Set Stage) | Principiante | Digitale Portatile | L’evoluzione del P-45. Leggero e versatile, ideale per chi deve spostarlo spesso. | Vedi Set Stage |
| Yamaha P-145 (Home Set) | Principiante | Mobile (Home) | Versione con mobile in legno e 3 pedali. Perfetto come postazione fissa e stabile. | Vedi Home Set |
| Kawai ES120 | Intermedio | Digitale Portatile | Meccanica dei tasti superiore, molto amato per la risposta del tasto molto realistica. | Vedi su Amazon |
| Usato Garantito (Vari) | Qualsiasi | Acustico Verticale | Selezione di strumenti acustici certificati per chi cerca il suono “vero” a buon prezzo. | Vedi Occasioni Bontempi |
| Yamaha U3 / U1 | Avanzato | Acustico Verticale | Lo standard professionale rigenerato. Lo strumento che consiglio per una vita intera. | Contatta Dario Aufiero |
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FAQ
1. Perché non basta una tastiera economica con tasti "morbidi"?
Come racconto nella storia di Gaia, la mancanza di tasti pesati impedisce al bambino di imparare la corretta gestione del peso del braccio. Senza la giusta resistenza, il bambino non riesce a produrre sfumature sonore e rischia di perdere l’entusiasmo perché lo strumento “non risponde” oltre a non avere la possibilità di lavorare sulla sensibilità della mano.
2. Chi può aiutarmi a valutare un pianoforte acustico usato?
Mai comprare un acustico da un privato senza il parere di un esperto. Io mi affido a Dario Aufiero, tecnico specializzato che valuta, revisiona e accorda lo strumento (trovi i suoi contatti su darioaufiero.it). O trovare un rivenditore conosciuto che garantisca l’usato. Come ad Esempio Bontempi di Roma (negozio veramente fornito, e laboratorio storico)
3. Meglio un digitale nuovo o un acustico usato?
Il digitale è pratico (cuffie, ingombro ridotto), ma l’acustico offre una vibrazione che educa l’orecchio in modo unico. Per l’acustico, l’usato garantito di rivenditori come Bontempi Roma è una soluzione eccellente per avere uno strumento professionale a un prezzo accessibile.
4. Perchè devo guardare al criterio di rivendibilità?
Scegliere marche note e richieste, come Yamaha o Kawai è una garanzia: se il bambino dovesse cambiare percorso, potrai rivendere lo strumento velocemente. Marche meno note come McGrey o Classic Cantabile sono ottime per iniziare con poco budget, ma hanno meno mercato nell’usato.
5. Posso migliorare il suono di un digitale economico?
Sì! Se la meccanica dei tasti è buona ma il suono ti sembra sintetico, puoi collegare lo strumento al PC e usare Pianoteq. Questo software “trasforma” la tua tastiera dandole la voce di uno splendido Steinway & Sons.


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